Trump annuncia nuove tariffe e Apple valuta l’assemblaggio di iPhone in Brasile

L’introduzione di nuove tariffe statunitensi spinge Apple a considerare l’espansione della produzione di iPhone in Brasile, per ridurre i costi e diversificare l’assemblaggio dei dispositivi.

Negli ultimi giorni si sono intensificati i dibattiti economici negli Stati Uniti, dopo l’annuncio del presidente Donald Trump riguardo l’introduzione di nuove tariffe sulle importazioni di prodotti provenienti da altri paesi. Queste misure rischiano di avere un impatto significativo su diverse grandi aziende americane, come Apple, che dipende fortemente dalla produzione cinese. In questo contesto, emergono notizie che Apple sta prendendo in considerazione l’espansione della produzione di iPhone in Brasile per evitare le conseguenze di queste nuove tasse.

Apple e l’espansione della produzione in Brasile

Secondo fonti vicine alla questione, il colosso tecnologico Apple starebbe studiando l’espansione delle proprie strutture produttive in Brasile. L’obiettivo è quello di ridurre le tasse sulle importazioni degli iPhone assemblati nel paese. Apple ha già avviato operazioni di assemblaggio in Brasile dal 2011, grazie a una collaborazione con la taiwanese Foxconn, creando una struttura a San Paolo. Tuttavia, la capacità di assemblaggio attualmente limitata consente di produrre solo alcuni modelli, principalmente i telefoni di gamma base per soddisfare la domanda locale.

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Il progetto di ampliamento della capacità produttiva è iniziato a prendere piede nel corso della scorsa annata, con piani per aggiornare le macchine e migliorare i processi industriali. Queste modifiche sono parte di una strategia più ampia che Apple sta considerando per affrontare un contesto economico in rapida evoluzione, dove la pressione delle tariffe statunitensi sulla produzione cinese sta diventando sempre più pesante.

Di recente, Anatel, l’ente regolatore delle telecomunicazioni brasiliano, ha rilasciato ad Apple e Foxconn Brasil la certificazione necessaria per assemblare l’iPhone 16 nel paese sudamericano. Fino a questo momento, i modelli iPhone 13, 14 e 15 sono stati assemblati in Brasile, ma ora l’intenzione è di realizzare anche le varianti Pro del nuovo iPhone, aprendo così a una maggiore diversificazione della produzione.

Impatto economico delle nuove tariffe statunitensi

Le misure tariffarie annunciate dal governo di Trump prevedono un’imposta del 34% sui prodotti importati dalla Cina, mentre altri paesi, tra cui l’India, si trovano a fronteggiare un’aliquota del 26%. Per il Brasile, invece, le nuove tariffe sono fisse al 10%. Questa differenza fiscale rende il Brasile una scelta strategica per Apple, dal momento che l’azienda non solo potrebbe soddisfare la domanda interna, ma anche esportare i suoi dispositivi assemblati al di fuori del paese, in particolare verso gli Stati Uniti, con un carico fiscale notevolmente inferiore.

L’annuncio delle nuove tariffe ha già avuto ripercussioni dirette sul mercato. I titoli di Apple hanno visto un calo superiore al 10%, portando a una perdita di valore di mercato pari a circa 300 miliardi di dollari. Diversi altri colossi tecnologici, come Nvidia, hanno subito una sorte analoga. L’incertezza legata alle nuove politiche sui dazi ha spinto anche aziende come Nintendo a rivedere i propri piani, posticipando il lancio della Switch 2 negli Stati Uniti, a causa delle inquietudini sui costi delle importazioni.

Resta da vedere se Apple riuscirà a portare a termine i suoi progetti di espansione in Brasile e come questo influenzerà la sua strategia globale e le dinamiche commerciali tra gli Stati Uniti e gli altri paesi. L’attenzione di analisti e investitori rimane alta, poiché le scelte del gigante tecnologico potrebbero rivelarsi decisive per il futuro dell’industria tech a livello internazionale.

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