L’idea di lanciare satelliti in orbita molto bassa attorno alla Terra non è una novità. Risale infatti agli albori dell’era spaziale, quando, tra la fine degli anni ’50, i primi satelliti spia americani, parte del programma Corona, orbitavano a soli 120-160 km sopra la superficie terrestre. Questa posizione privilegiata permetteva alle macchine fotografiche Kodak installate sui satelliti Corona di ottenere immagini ad alta risoluzione del nostro pianeta, capitolo cruciale della Guerra Fredda. Tuttavia, rimanere così vicini alla Terra comporta diverse difficoltà, tra cui il fastidioso problema della resistenza atmosferica.
Indice dei contenuti
Le sfide delle orbite basse
Per lungo tempo, gli ingegneri e i progettisti hanno scelto di collocare i satelliti a quote decisamente più elevate, generalmente tra i 400 e gli 800 km. Queste altezze sono sufficienti per evitare gran parte dell’attrito atmosferico e al contempo garantire comunicazioni efficaci e una visione nitida della Terra. La stratificazione delle orbite è stata dunque una strategia vantaggiosa, permettendo un equilibrio tra prestazioni e manutenzione della stabilità del satellite. Tuttavia, con il progresso della tecnologia, la questione delle orbite molto basse sta riemergendo, e negli ultimi anni alcune startup spaziali hanno annunciato l’intenzione di sviluppare satelliti di piccole e medie dimensioni progettati per operare in queste aree.
Albedo e la sua missione innovativa
Tra queste aziende spicca Albedo, una startup di Denver fondata quattro anni fa da Topher Haddad e Ayjay Lasater, ingegneri con un passato in Lockheed Martin, e Winston Tri, esperto di software proveniente da Facebook. Da quando ha aperto le sue porte nel 2021, Albedo ha raccolto oltre 100 milioni di dollari per sviluppare satelliti in grado di offrire immagini con una risoluzione di 10 cm. Questa visione mirava a commercializzare l’orbita molto bassa come nuovo standard per ottenere immagini ad alta definizione, fino ad ora disponibili solo tramite aerei, droni, o attraverso costosi sistemi nazionali utilizzati per la sicurezza.
Un’innovazione nell’ottenere immagini dettagliate
La risoluzione promessa da Albedo supera significativamente quella delle attuali immagini satellitari commerciali e si avvicina a quella dei migliori satelliti spia operati dagli Stati Uniti e da altre potenze spaziali. Come ha sottolineato Haddad in un’intervista, per ottenere immagini dettagliate oggi, le alternative pratiche sono solitamente limitate a elicotteri e droni. Tuttavia, esistono diverse aree nel mondo dove i sorvoli aerei sono proibiti, e i costi per voli regolari superano rapidamente budget ordinari. Grazie alle sue soluzioni innovative, Albedo potrebbe rivoluzionare il modo in cui vengono ottenute e utilizzate le immagini della superficie terrestre, permettendo applicazioni in vari ambiti, dall’agricoltura di precisione alla sorveglianza ambientale, con l’obiettivo di risolvere così le problematiche legate all’osservazione della Terra.