Legge sul web a rischio: il Congresso ripensa la Sezione 230 con nuovi oppositori bipartisan

Il Congresso discute la possibile abrogazione della Sezione 230, una legge fondamentale per le piattaforme online, con proposte bipartisan che potrebbero cambiare radicalmente il panorama di internet.

Il dibattito sulla Sezione 230 del Communications Decency Act si intensifica, attirando di nuovo l’attenzione del Congresso. Con il sostegno bipartisan, i senatori Lindsey Graham e Dick Durbin stanno pianificando di reintrodurre un disegno di legge che potrebbe portare alla scadenza di questa legge fondamentale nel corso di due anni. La proposta di abrogare la Sezione 230, giĆ  discussa in passato, minaccia di annullare le tutele legali che internet e i suoi utenti hanno goduto sin dagli anni ’90, principio che ha influenzato radicalmente il funzionamento delle piattaforme online come le conosciamo oggi.

Riflessioni sulla sezione 230 e il suo impatto

La Sezione 230 offre una protezione legale alle piattaforme di comunicazione interattive, esentando queste ultime dalla responsabilitĆ  legale per contenuti prodotti da terzi. Questa norma consente ai social media e ai blog di moderare i loro contenuti senza il timore di affrontare cause legali per ogni decisione che prendono. Tuttavia, i detrattori affermano che questa protezione diminuisce gli incentivi per i grandi social network a vigilare su contenuti illeciti, come abusi e molestie. Al contrario, alcuni sostengono che dia eccessiva libertĆ  ai gestori delle piattaforme di rimuovere contenuti legittimi anche se non illegali.

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Il senatore Durbin ha dichiarato che “la Sezione 230 e l’immunitĆ  legale che offre alle grandi aziende tecnologiche esistono dal 1996, molto prima che i social media entrassero a far parte della nostra vita quotidiana.” Secondo lui, l’utilitĆ  di questa protezione non ĆØ piĆ¹ valida e necessita di una revisione approfondita.

Un contesto bipartisan in evoluzione

Inizialmente, la Sezione 230 godeva di un ampio sostegno bipartisan al momento della sua approvazione nel 1996, quando internet era relativamente nuovo per molti. Con la crescente influenza delle aziende tecnologiche e l’attribuzione di colpe a queste ultime per problemi sociali, la legge ĆØ diventata oggetto di critiche da entrambi i lati del Congresso. Tuttavia, ogni proposta di riforma ha trovato difficoltĆ  a fare breccia, dato che le opinioni su come procedere variano notevolmente tra Democratici e Repubblicani. Mentre i membri del partito Democratico hanno spesso cercato di rendere le piatteforme piĆ¹ responsabili per il contenuto dannoso, i Repubblicani hanno voluto punire le piatteforme per eventuali restrizioni del contenuto.

L’idea di porre termine alla Sezione 230 non ĆØ affatto nuova. Graham aveva giĆ  presentato un progetto di legge per abrogarla nel 2020, e nel 2021 ha ricevuto il supporto di due co-sponsor Repubblicani. Questa volta, il supporto di un importante esponente Democratico potrebbe dare maggior rilevanza al progetto e accelerarne l’iter. Anche i legislatori bipartisan del House Energy and Commerce Committee avevano suggerito l’anno scorso di prendere in considerazione misure simili.

La sfida della legislazione tecnologica

Tuttavia, nonostante i tentativi di ottenere un consenso bipartisan, lā€™approvazione di qualsiasi legge sul settore tecnologico si ĆØ dimostrata una vera e propria impresa titanica. A complicare ulteriormente la situazione c’ĆØ una crisi costituzionale, che ha messo in discussione il potere del Congresso e crea preoccupazioni riguardo a eventuali abusi da parte dell’amministrazione Trump nell’applicazione delle nuove normative.

La motivazione principale dietro la volontĆ  di abrogare la Sezione 230 ĆØ indurre il Congresso a rivedere le protezioni legali esistenti. Graham ha sostenuto nel 2020 che il disegno di legge fornirebbe a Washington ā€œdue anni per trovare un’alternativa accettabile oppure lasciare scadere tali protezioni legali.ā€

Le aspettative e il futuro della legislazione

Critici della Sezione 230 come Digital Content Next, rappresentante di editori tra cui Vox Media, credono sia importante esercitare pressione sulle aziende tecnologiche per impegnarsi in soluzioni piuttosto che respingere tutte le tentativi di riforma. Chris Pedigo, vicepresidente delle affari governativi di DCN, sottolinea: “La forza del sunsetting della legge porterebbe in modo piĆ¹ costruttivo le piattaforme al tavolo delle trattative.”

Durbin ha espresso scetticismo su quanto possa essere semplice far passare legislazioni destinate a tutelare i piĆ¹ giovani online e a rendere il settore tecnologico responsabile per i danni causati. Ha affermato: ā€œNon ho illusioni sul fatto che sarĆ  facile, ma sono fiducioso che per il bene dei nostri bambini, il Congresso agirĆ  finalmente.”

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