La nuova estensione di Trump sul divieto di TikTok crea confusione tra i colossi tech

La proroga di 75 giorni decisa da Trump per TikTok solleva preoccupazioni tra i giganti tecnologici e il Congresso, evidenziando rischi per la sicurezza dei dati degli utenti americani.

L’inaspettata decisione del Presidente Donald Trump di prorogare di 75 giorni il termine per la vendita o il divieto di TikTok ha suscitato preoccupazioni tra i grandi fornitori di servizi tecnologici come Apple, Google e Oracle. Questa mossa ha portato a una serie di reazioni, con accuse di illegittimità da parte di alcuni membri del Congresso. La questione si intreccia con preoccupazioni sulla sicurezza dei dati degli utenti americani e sull’influenza che il governo cinese potrebbe esercitare tramite l’app.

Riflessioni legalistiche sulla proroga di TikTok

Dopo l’annuncio della proroga di Trump, dodici membri repubblicani della Camera, inclusi il presidente John Moolenaar , hanno rilasciato una dichiarazione congiunta. Sebbene non abbiano direttamente affrontato le questioni legali relative alla proroga, hanno chiarito che qualsiasi risoluzione deve rispettare la legge statunitense. L’enfasi è stata posta sulla protezione dei dati degli utenti americani, evitando che il Partito Comunista Cinese possa accedere o manipolare i contenuti fruiti dagli utenti negli Stati Uniti. I firmatari della lettera si sono detti in attesa di ulteriori dettagli su un eventuale accordo.

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Indipendentemente, tre membri repubblicani del Comitato Energia e Commercio hanno espresso che l’accordo finale deve fermare la sorveglianza cinese. La preoccupazione è che senza un cambiamento sostanziale, la possibilità di manipolazione da parte di Pechino rimarrebbe. Le voci bipartisan sottolineano l’urgenza di risolvere le problematiche legate alla sicurezza nazionale.

Critiche al progetto da parte dei Democratici

Mark Warner , vicepresidente del Comitato per l’Intelligence del Senato, ha espresso senza mezzi termini il suo scetticismo riguardo al futuro di TikTok. In una conversazione telefonica con The Verge, ha descritto la situazione come una farsa se il algoritmo rimarrà a Pechino. Il sentimento bipartisan si riflette nel timore generalizzato riguardo alla minaccia alla sicurezza nazionale rappresentata dall’app. Molti studiosi e osservatori ritengono che l’apparente indifferenza verso la normativa rappresenti una violazione delle leggi.

Il primo giorno di Trump alla Casa Bianca ha segnato l’inizio di un ritardo nell’applicazione della legge di disinvestimento di TikTok. Già su quella prima mossa, alcuni esperti legali avevano sollevato scrupoli. La scadenza slittata del 5 aprile ha portato con sé un caos di tariffe globali che ha complicato ulteriormente la situazione, rendendo difficile per le aziende statunitensi servire TikTok in conformità con la legge.

L’allerta dei legislatori sul futuro di TikTok

A fronte delle nuove proroghe, alcuni senatori democratici, come Ed Markey , hanno avvertito che ulteriori estensioni potrebbero generare confusione legale, minacciando di far collassare la già fragile situazione attuale. L’appello di Markey è chiaro: la proroga unilaterale di Trump non è solo illegale ma costringe le aziende tecnologiche a decidere, di nuovo, tra rischiare pesanti sanzioni legali e interrompere il servizio dell’app.

Anche l’onorevole Ro Khanna ha espresso la sua opinione in merito. Criticando la legge attuale, ha chiesto l’abrogazione totale, ma ha riconosciuto la proroga di Trump come un passo positivo. Questo chiarisce le profonde divisioni interne tra i legislatori su come affrontare la questione di TikTok.

Nuovi sviluppi e reazioni tra i repubblicani

Le recenti dichiarazioni da parte dei membri del Comitato sulla Cina e del Comitato Energia e Commercio rappresentano un primo passo coordinato per definire una linea chiara sulla situazione. Alcuni repubblicani, sostenitori della legge di divestimento o divieto, in passato hanno sollecitato Trump a conformarsi alle leggi ma senza coordinamento significativo. Moolenaar ha già avvertito che un accordo adeguato deve rompere completamente i legami con ByteDance, mentre il senatore Josh Hawley ha sottolineato che qualsiasi accordo che non si attenga alla legge comprometterebbe ulteriormente la posizione di Trump.

Warner continua a mettere in guardia sulla necessità di una vendita che mantenga TikTok negli Stati Uniti. Riferendosi alla gestione dell’azienda, ha espresso preoccupazione in merito al potere di un governo straniero di influenzare i giovani americani. Sotto la lente d’ingrandimento ci sono anche come TikTok ha trattato eventi come i diritti umani in Cina e altri conflitti internazionali, asserendo che le decisioni politiche sui contenuti sono un serio rischio da considerare.

Con un panorama politico sempre più complesso, la palla ritorna al Congresso, il quale sembra avere un margine di azione limitato rispetto a nuove legislazioni nel caso in cui l’attuale amministrazione continui a ignorare le normative.

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