La battaglia tra creatori e giganti della tecnologia sulla legge sul copyright si intensifica

La crescente tensione tra i creatori di contenuti e le aziende tecnologiche sul diritto d’autore solleva preoccupazioni riguardo all’uso equo nell’intelligenza artificiale, con implicazioni significative per il settore.

La tensione tra i creatori di contenuti e i colossi della tecnologia nell’ambito del diritto d’autore è in aumento. In una lettera inviata all’ufficio per la scienza e la tecnologia dell’amministrazione Trump il 15 marzo, oltre 400 professionisti del settore, tra cui attori, sceneggiatori e registi, hanno sollecitato il governo a mantenere in vigore le leggi sul copyright esistenti.

Chi sono i firmatari della lettera

Tra i nomi di spicco che hanno firmato la lettera ci sono Paul McCartney, Guillermo del Toro, Ava Duvernay, Cynthia Erivo, Phoebe Waller-Bridge e Chris Rock. I firmatari hanno espresso preoccupazione per l’eventualità che le aziende tecnologiche ricevano esenzioni nella cosiddetta “fair use”, ovvero l’uso equo di contenuti protetti da copyright, per addestrare i loro sistemi di intelligenza artificiale.

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La “fair use” rappresenta un concetto chiave nella legislazione sul copyright, permettendo a chi non detiene i diritti di utilizzo di contenuti protetti in circostanze specifiche e limitate. Le aziende che sviluppano intelligenza artificiale necessitano di contenuti generati dall’uomo per migliorare i loro modelli e, fino ad oggi, sono state obbligate a pagare per l’accesso a tali materiali. L’eccezione di uso equo faciliterebbe l’accesso ai contenuti, riducendo i costi legali per le aziende.

Le posizioni delle aziende tecnologiche

Google e OpenAI hanno presentato richieste simili sulla modifica della legislazione sul copyright nell’ambito del piano d’azione per l’IA dell’amministrazione. Google ha dichiarato che tali eccezioni consentirebbero di evitare trattative lunghissime e imprevedibili con i titolari dei diritti durante lo sviluppo dei modelli. Dall’altro lato, OpenAI ha sostenuto che le protezioni di uso equo per l’IA sono fondamentali per salvaguardare la sicurezza nazionale americana.

Una parte significativa dell’iniziativa governativa riguardante l’intelligenza artificiale è motivata dalla preoccupazione di perdere posizioni nel panorama globale a causa di concorrenti come la Cina. La Cina sta facendo progressi significativi nello sviluppo di sistemi di intelligenza artificiale, come DeepSeek, concorrente di ChatGPT, suscitando timori per la sicurezza e l’assenza di norme di protezione.

In sintesi, colossi come Google e OpenAI, con valutazioni di mercato che si aggirano attorno a centinaia di miliardi e trilioni di dollari, stanno cercando di evitare il processo legale tradizionale e le spese relative ai diritti d’uso dei contenuti, al fine di mantenere la loro competitività rispetto alle controparti cinesi. Desiderano inoltre che l’amministrazione Trump formalizzi protezioni a loro favore nel piano d’azione per l’IA.

Le preoccupazioni di Hollywood

I firmatari di Hollywood si oppongono fermamente a una modifica delle leggi sul copyright. Nella lettera si legge che l’America non è diventata una potenza culturale globale per caso. Il successo del paese, secondo i creatori, è legato al rispetto fondamentale della proprietà intellettuale e dei diritti d’autore, fattori che incentivano il coraggio creativo di milioni di americani.

L’Ufficio Copyright degli Stati Uniti sta attualmente lavorando su linee guida relative alle rivendicazioni di copyright riguardanti contenuti generati da intelligenza artificiale. Tuttavia, gli esperti sono stati preoccupati per anni su come i modelli di IA vengano addestrati in modi che potrebbero violare i diritti dei titolari di copyright. I recenti scioperi estivi del 2023 da parte dei membri della Writers Guild of America e della Screen Actors Guild hanno incluso l’IA tra i principali problemi.

L’atteggiamento dell’amministrazione Trump

Fino ad ora, le azioni del governo per regolarizzare lo sviluppo dell’IA da parte di aziende come OpenAI e Google sono state limitate. L’ex presidente Biden aveva cercato di far sì che le aziende tecnologiche si impegnassero a sviluppare l’IA in modo responsabile, ma Trump ha annullato il suo ordine esecutivo come una delle prime azioni del suo mandato.

Nel suo ordine esecutivo sull’IA, Trump ha dichiarato il desiderio di mantenere e rafforzare il dominio dell’America nell’IA. Il piano d’azione per l’IA è il modo in cui intende attuare la sua politica tecnologica. Il vicepresidente Vance ha presentato il piano e le opinioni più generali dell’amministrazione su questo tema a un vertice internazionale dedicato all’IA.

Vance ha affermato che in eventi come questo, discutiamo una tecnologia all’avanguardia, ma a volte il nostro approccio rischia di essere troppo cauto. Contemporaneamente, leader tecnologici come Sundar Pichai di Google e Sam Altman di OpenAI si sono avvicinati alla nuova amministrazione, sperando che questa alleanza possa aiutare a plasmare il futuro delle loro aziende, anche se ciò significa mettere in discussione leggi sul copyright consolidate nel tempo.

Cosa ci aspetta in materia di copyright e intelligenza artificiale

L’Ufficio Copyright degli Stati Uniti prevede di pubblicare un nuovo rapporto sull’IA, che affronterà le “implicazioni legali dell’addestramento dei modelli di intelligenza artificiale su opere coperte da copyright”. Nel frattempo, esistono diverse cause legali attive che potrebbero fissare precedenti significativi per il ramo giudiziario. Recentemente, Thomson Reuters ha ottenuto una vittoria legale affermando che un’azienda di IA non poteva invocare il caso di uso equo per utilizzare il suo contenuto nella costruzione di un’IA. Leggi come il NO FAKES Act sono in fase di discussione al Congresso, ma il futuro della legislazione sull’IA rimane incerto.

Questa battaglia sul copyright e l’IA è destinata a continuare, con implicazioni significative per il futuro della creazione e dello sviluppo tecnologico.

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