Guida all’accesso ai file di Android tramite la nuova app terminale Linux

Google introduce l’app Terminale Linux in Android 15, consentendo agli utenti di interagire con Debian in una macchina virtuale e gestire file tramite comandi Linux, limitati alla cartella Download.

Con il rilascio della versione trimestrale di Android 15, Google ha introdotto una nuova e interessante funzionalità: l’app Terminale Linux, che consente di interagire con un’istanza di Debian eseguita in una macchina virtuale. Questa innovazione permette agli utenti di accedere ai file sul proprio dispositivo Android mediante comandi tipici di Linux, esplorando nuove opportunità per la gestione dei dati e lo sviluppo. Scopriamo insieme come funziona.

Come funziona l’app terminale Linux

L’app Terminale Linux di Google non è un semplice emulatore di terminale come quelli disponibili in molti store. Essa si connette a un’istanza di Debian che opera in una macchina virtuale isolata dal sistema operativo Android. Questo significa che il terminale ha accesso solo ai file che Android decide di condividere. In particolare, il sistema condivide con la macchina virtuale la cartella Download. Gli utenti possono trovare i file derivanti da Android sotto il percorso /mnt/shared.

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Questa implementazione apre una nuova finestra di interazione, consentendo di utilizzare comandi Linux standard come ls, per elencare i file presenti, e cat, per visualizzare il contenuto dei file stessi. Per chi desidera esplorare l’archivio dei file sul proprio dispositivo, il primo passo è spostare i file desiderati nella cartella Download di Android.

Accesso ai file: procedura pratica

Per sfruttare appieno le potenzialità dell’app Terminale, gli utenti devono innanzitutto assicurarsi di collocare i file nell’apposita cartella Download. Così facendo, questi file saranno visibili e accessibili all’interno della macchina virtuale Debian attraverso il percorso /mnt/shared. Ad esempio, la creazione e la modifica di file vengono immediatamente aggiornate sia nell’ambiente Linux che in Android, comprese eliminazioni e aggiunte.

È importante notare che durante alcune prove, è emersa una particolarità: quando un nuovo file viene creato all’interno della macchina virtuale, potrebbe non comparire immediatamente nella raccolta Download dell’app Files di Google. Tuttavia, se ci si dirige manualmente nel percorso della cartella Download nel sistema di archiviazione, il file sarà presente. Questa non coerenza si deve alla modalità con cui il database MediaProvider di Android gestisce l’indicizzazione dei file, quindi è consigliabile controllare direttamente il percorso reale per verificare eventuali nuovi file creati.

Limitazioni e considerazioni

Malgrado le potenzialità offerte dall’app Terminale Linux, esiste una limitazione significativa: non è possibile accedere a file al di fuori della cartella Download all’interno della macchina virtuale. Anche se l’app dispone dei permessi di Android per l’accesso completo ai file, rimane confinata a questa directory. Un’analisi del codice sorgente ha confermato che questa restrizione è intenzionale. Molti utenti sperano che Google possa considerare un’espansione dell’accesso al sistema di archiviazione condivisa di Android, consentendo di attingere a file situati, ad esempio, nelle cartelle Documenti o Immagini.

Verso il futuro: funzionalità aggiuntive e sviluppi

Per gli utenti desiderosi di provare l’app Terminale Linux, è necessario un dispositivo Pixel con il più recente rilascio trimestrale di Android 15 o la beta di Android 16. Quest’ultima versione include funzionalità avanzate, come un’interfaccia a schede che facilita l’attività multitasking. Google sta inoltre lavorando per supportare app grafiche all’interno dell’app Terminale, un passo che renderebbe possibile l’esecuzione di molte applicazioni desktop Linux utili.

Sebbene Google dichiari di non voler sostituire la modalità desktop con l’app Terminale, installare un ambiente desktop rimane un’opzione valida, e con l’accesso ai file condivisi, gli utenti potranno facilmente gestire file utilizzando strumenti sia di Android che di Linux.

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