Crollo delle azioni tecnologiche: Apple e Amazon sotto attacco dai nuovi dazi di Trump

Il mercato azionario subisce un forte calo, con Apple e Amazon in difficoltà a causa delle nuove tariffe imposte da Trump, che potrebbero influenzare i costi e la domanda dei consumatori.

Nella giornata di giovedì, il mercato azionario ha registrato un forte calo per i titoli di grandi aziende tecnologiche come Apple e Amazon, a causa della reazione alle nuove tariffe imposte dal presidente Trump. Queste misure, annunciate mercoledì sera, hanno scosso non solo gli investitori ma anche gli analisti del settore, i quali temono che le conseguenze potrebbero farsi sentire a lungo termine, aumentando i costi per i consumatori e riducendo i profitti delle aziende.

Il crollo di Apple e l’impatto delle tariffe

Le azioni di Apple hanno subito un crollo significativo, scendendo di circa il 9% nella mattinata di giovedì. Se questa tendenza dovesse persistere fino alla chiusura dei mercati, si tratterebbe della maggiore perdita percentuale riscontrata negli ultimi cinque anni. La ragione principale di questo ribasso è l’imposizione di un dazio del 54% sui beni importati dalla Cina, previsto per entrare in vigore il 9 aprile. Apple, che spesso si affida a catene di approvvigionamento globali, potrebbe vedere un aumento dei costi di produzione, di riflesso sui prezzi finali al consumatore. Questo potrebbe tradursi in un abbassamento della domanda per i prodotti di punta come iPhone, iPad e Mac.

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Il fattore chiave che preoccupa gli analisti resta la storica marginalità lorda dell’azienda, che si aggira attorno al 38%. Un aumento dei prezzi dei prodotti a causa dei nuovi dazi potrebbe far fronte a una contrazione nella domanda, suscitando non poche preoccupazioni tra gli investitori.

Amazon in difficoltà: una realtà simile

Non solo Apple, anche Amazon ha accusato un notevole ribasso, con le sue azioni che hanno perso circa il 7% in seguito all’annuncio delle tariffe. Questo colpo al gigante dell’e-commerce non è sorprendente, visto che anche Amazon trae gran parte dei suoi prodotti da fornitori in paesi colpiti dai nuovi dazi. Nel caso in cui la compagnia decidesse di non trasferire completamente i costi sui clienti, si troverebbe a fare i conti con margini di profitto ridotti. La capacità di Amazon di mantenere prezzi competitivi potrebbe essere dunque compromessa, influenzando la sua posizione nel mercato.

Le tariffe su articoli elettronici e beni di consumo potrebbero far lievitare i costi per gli acquirenti, costringendo molte famiglie a riconsiderare le spese. La crisi potrebbe in questo modo allargarsi, colpendo non solo i grossi colossi come Apple e Amazon ma anche i piccoli rivenditori e distributori che operano sulla stessa linea.

Un effetto a catena nel settore tecnologico

Le ripercussioni delle nuove tariffe non si limitano soltanto a Apple e Amazon, ma si estendono ad altre aziende tecnologiche. Per esempio, le azioni di Nvidia e Tesla hanno mostrato un calo superiore al 4% nella medesima giornata, annullando i guadagni ottenuti il giorno precedente. Anche Meta non è esente dalla flessione del mercato, con un’ulteriore perdita del 7% delle sue azioni.

In un contesto in cui i big del settore tecnologico devono confrontarsi con l’incertezza economica, si rende evidente che qualsiasi cambiamento nel quadro delle tariffe può avere effetti immediati e significativi. Le aziende saranno chiamate a prendere decisioni strategiche che potrebbero compromettere la loro crescita futura. Gli investitori guardano con apprensione al prossimo sviluppo, attendendo nuove indicazioni su come le aziende affronteranno queste sfide.

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