Aumento dei prezzi per gadget: cosa comportano i nuovi dazi di Trump

I dazi imposti dal presidente Trump sui dispositivi tecnologici porteranno a un aumento dei prezzi per smartphone, laptop e smartwatch, con effetti previsti già nei prossimi mesi.

Le recenti decisioni del presidente Trump riguardo ai dazi sul commercio internazionale avranno un impatto significativo sui prezzi dei dispositivi tecnologici, come smartphone, laptop e smartwatch. Queste misure, purtroppo, non sono destinate a migliorare la situazione per i consumatori, che potrebbero vedere un incremento dei costi. È bene informarsi su cosa aspettarsi nei prossimi mesi.

I dazi e l’impatto sui prezzi

Le attuali tariffe imposte dal governo statunitense riguardano ogni paese con il quale gli Stati Uniti commerciavano e, di conseguenza, influenzeranno gli importatori di dispositivi elettronici. La maggior parte dei gadget moderni non è più prodotta esclusivamente all’interno degli Stati Uniti; le aziende tendono a reperire i componenti a livello globale e spesso fanno assemblare i prodotti all’estero. Questo significa che, con l’aumento dei costi dovuti ai dazi, anche il prezzo finale per il consumatore subirà una inevitabile crescita.

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Secondo Jason Miller, professore di gestione della catena di approvvigionamento presso la Michigan State University, l’elemento principale da considerare è l’inflazione che si genererà: “Se queste tariffe rimarranno in vigore per diversi mesi, inizieremo a vedere gli effetti questo estate e certamente all’inizio del nuovo anno scolastico.” Le importazioni dalla Cina, per esempio, subiranno un dazio del 54%, comprese molte categorie di gadget. Anche il Vietnam, dove Apple ha spostato parte della sua produzione, non è esente, con un dazio del 46%.

Differenze tra i vari dispositivi

Ogni categoria di dispositivo subirà un peso diverso in funzione delle tariffe. I telefoni smart, ad esempio, hanno più margini di manovra rispetto a televisori o computer, grazie alla dipendenza dai pagamenti mensili per l’acquisto dell’hardware. Miller sottolinea che è poco probabile che un telefono raddoppi il proprio prezzo; una stima più realistica potrebbe indicare un aumento intorno al 20%.

Dispositivi come gli apparecchi acustici, d’altro canto, tendono ad avere margini più sottili e sono quindi più soggetti a cambiamenti di prezzo. Blake Cadwell, CEO di Soundly, ha affermato che i produttori di apparecchi acustici, principalmente assemblati in Asia, prevedono un aumento dei costi dal 25% al 50%. Incrementi come questi potrebbero avere un effetto duraturo sui costi per i consumatori.

Nonostante i rincari siano in arrivo, i consumatori non dovrebbero vedere aumenti immediati. Diverse aziende hanno accumulato scorte in previsione dei dazi. Negli ultimi mesi, le importazioni di computer sono aumentate del 70%, mentre quelle di smartphone a febbraio 2025 hanno superato i livelli del 2022. Anche Soundly sta lavorando per creare riserve, suggerendo che gli aumenti di prezzo potrebbero manifestarsi in autunno. Tuttavia, questo non vale per tutti i produttori e categorie di dispositivi.

Consigli per i consumatori

Se stai pensando di acquistare un laptop assemblato in Cina, potrebbe essere il momento opportuno per farlo, prima che i prezzi aumentino. Le aziende stanno tentando di estendere quanto più possibile le attuali giacenze per sopperire all’esigenza di un aumento dei costi. Ryan Reith, vicepresidente di IDC, afferma che anche i brand meglio posizionati in termini di scorte potrebbero non gestire un prolungamento delle vendite oltre le scadenze imposte dai nuovi dazi.

Pertanto, se hai un dispositivo tecnologico vecchio che necessita di sostituzione, è saggio agire in fretta, prima che le scorte si esauriscano. Le scelte di acquisto in questo periodo potrebbero risultare più vantaggiose rispetto a quelle della prossima stagione.

La prospettiva della produzione domestica

Un tema spesso sollevato è se queste misure possano incentivare le aziende tecnologiche a riportare la produzione negli Stati Uniti. Tuttavia, secondo gli esperti, questa possibilità sembra remota. Nonostante i dazi, è generalmente più economico per le compagnie produrre amplificatori, smartphone, laptop e altri dispositivi all’estero. Anche nel caso volessero riportare parte della produzione negli Stati Uniti, questa mossa non potrebbe realizzarsi da un giorno all’altro, vista la significativa perdita di capacità produttiva del paese negli ultimi decenni.

Simon Ellis, vicepresidente di IDC, rileva che nei sondaggi recenti sulla gestione della catena di approvvigionamento non si è osservata la produzione domestica come una priorità. È da considerare che ciò che spesso viene etichettato come “made in America” in realtà significa “assemblato in America” con componenti provenienti da tutto il mondo. Miller afferma chiaramente che questi dazi non stimoleranno la produzione interna per i dispositivi tecnologici.

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