Android 16: Nuove funzionalità per la gestione dei codec audio e video

La nuova versione di Android 16 migliora la gestione dei codec audio e video, ottimizzando le prestazioni e riducendo il consumo energetico, ma presenta anche sfide di sicurezza da affrontare.

La nuova versione di Android 16, introduce un’importante novità nella gestione dei codec audio e video che potrebbe trasformare il modo in cui gli utenti fruiscono dei contenuti multimediali. Questo aggiornamento rappresenta un passo significativo verso l’efficientamento delle prestazioni delle applicazioni, riducendo il consumo energetico grazie a una gestione più ottimizzata dei processi. Tuttavia, questa innovazione porta con sé anche nuove sfide in termini di sicurezza che richiedono attenzione e responsabilità nello sviluppo.

L’evoluzione dei codec in Android

Quando un dispositivo Android riproduce un file multimediale, come una canzone o un video di YouTube, l’intero sistema operativo avvia diversi processi complessi e indipendenti per garantire una riproduzione sicura. Questo meccanismo è stato introdotto per contrastare le vulnerabilità dovute a file multimediali danneggiati o codec insicuri, come nel caso dell’inquietante vulnerabilità Stagefright emersa anni fa. Nonostante il sistema di gestione dei file multimediali di Android sia divenuto più sicuro, l’approccio attuale risulta inefficiente sul piano delle risorse. Android 16 si propone di risolvere questa problematica.

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Prima dell’avvento di Android 7.0, il framework multimediale era contenuto in un unico processo che fornisce numerose autorizzazioni sensibili. La presenza dei codec in questo processo esponeva gli utenti a un rischio maggiore: eventuali vulnerabilità nel codice di elaborazione multimediale permettevano agli attaccanti di ottenere privilegi non autorizzati. Con il passaggio ad Android 7.0, Google ha modificato questo schema, separando il framework in processi distinti, ognuno con un set di permessi limitato. I codec vengono ora eseguiti in un processo isolato, riducendo così il rischio di gravi attacchi.

Innovazioni e prestazioni migliorate con Android 16

Una delle novità principali di Android 16 è l’introduzione dei codec audio in-process, che consente ai codec di operare all’interno del processo dell’app invece di utilizzare il tradizionale processo sandbox. Questa modifica riduce significativamente la comunicazione interprocesso, abbattendo l’impatto sulla CPU e, di conseguenza, il consumo energetico. La novità è rappresentata dalla classe MediaCodecInfo, che ora include un metodo getSecurityModel, in grado di restituire due opzioni diverse: SECURITYMODELSANDBOXED per il processo isolato e SECURITYMODELMEMORY_SAFE per l’operazione interna. Sebbene questa soluzione possa comportare rischi, è considerata più sicura, in quanto i codec sono scritti in linguaggi di programmazione protetti da vulnerabilità di memoria, come Rust.

L’interesse di Google per questa funzionalità si è manifestato ufficialmente durante il Mainline Summit 2023, dove gli sviluppatori hanno discusso dei cambiamenti nei moduli di Project Mainline. Tra i motivi alla base di questa evoluzione c’è il desiderio di migliorare le prestazioni dei codec AAC e ridurre i cicli di CPU necessari per la loro decodifica e codifica, con stime che indicano come praticamente metà del lavoro della CPU in queste operazioni sia attribuibile alla comunicazione interprocesso.

Sfide nella sicurezza e futuro dell’implementazione

Sebbene Android 16 supporti questa nuova funzionalità, non è ancora stata implementata operativamente. Ciò è dovuto alla necessità di alcuni fornitori di riscrivere i loro codec utilizzando il linguaggio Rust. Durante test condotti su un Pixel 9 Pro, è stato riscontrato che tutti i codec multimediali continuano ad utilizzare il metodo sandbox, rallentando l’adozione delle nuove caratteristiche. Gli sviluppatori e le aziende di codec lavorano, però, per adattare i loro strumenti e sfruttare le opportunità offerte dalle nuove capacità di Android.

Con il passare del tempo, le aspettative sono che Google e i fornitori di codec riescano a collaborare efficacemente per rendere operativa questa innovazione, portando così benefici tangibili e un utilizzo più efficiente delle risorse. Tuttavia, al momento, bisogna attendere per verificare come queste nuove funzionalità possano rivelarsi utili per l’utente finale e garantire una fruizione sicura e scorrevole dei contenuti multimediali.

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